Stefania Panico intervistata per BCC: “La parità di genere resta per noi un tema prioritario”

Stefania Panico, CFO di Defence Tech, è stata recentemente inclusa da Federmanager nella lista delle migliori donne manager under 44. Un risultato che vive con gioia, sì, ma anche con un forte senso di responsabilità, come racconta nella sua intervista per BCC. 

Il 28 giugno 2011 veniva approvata la Legge Golfo–Mosca che impone alle società quotate di riservare al genere meno rappresentato quote  crescenti nei CdA. In questo decennio la legge, per quanto possa sembrare una forzatura, ha reso possibile un cambiamento importante: le consigliere sono passate da circa il 7% del 2011 al 37% nel 2020. Tuttavia, ritengo che nonostante si possano constatare significativi miglioramenti in termini di una più forte presenza del genere femminile in posizioni apicali dei management aziendali, il tema della parità di genere fatichi ancora a farsi strada nell’agenda dei CdA e nelle organizzazioni in senso ampio. (…) In quanto manager e consigliere di amministrazione donna di una società quotata so quanto sia difficile scalare posizioni aziendali di rilievo che consentono di prendere decisioni importanti ma, allo stesso tempo, credo di aver l’obbligo morale di contribuire alla diffusione di una cultura aziendale che miri alla riduzione del gender gap. Ho la certezza che sarà di fatto la pressione degli investitori istituzionali sui temi ESG a dare la spinta decisiva affinché le imprese si occupino della parità di genere come 
tema strategico.”. 

Nel corso dell’intervista, Panico si concentra non solo sul ruolo della donna all’interno delle aziende, ma anche su quello dei più giovani. È proprio in ambito universitario, infatti, che Defence Tech individua la maggior parte dei suoi futuri collaboratori, attingendo al bacino delle università italiane. 

“Il 60% dei nostri dipendenti sono ingeneri specializzati in telecomunicazioni, informatica, elettronica, aerospazio. La prima parte del nostro processo di selezione parte dalle collaborazioni col mondo accademico, grazie a convenzioni che ci permettono di individuare dei profili nei laureandi. Per noi è essenziale che un laureando acquisisca, ancora prima di venire da noi, quelle che sono le caratteristiche fondamentali per lavorare in un’azienda divenuta strategica per la sicurezza nazionale. È grazie ai giovani talenti che facciamo l’upgrade del nostro know-how. Ma oggi per i giovani talenti anche un target, perché oggettivamente è difficile in Italia a trovare un’azienda con livelli di specificità come i nostri.” 

Il futuro di Defence Tech è ben chiaro, quindi: i più giovani sono destinati a diventare il vero zoccolo duro della società quotata in borsa, iniziando a lavorare in una delle aziende che compongono la holding già durante gli studi. Nella parte attiva del lavoro, però, quali saranno i prossimi passi? Panico introduce a un argomento di grande rilevanza, quello della nascita dell’Agenzia Nazionale per la Cyber Security, commentando: 

Vorremmo stabilire da subito con loro un programma di crescita e ve- diamo quindi con grande interesse un partenariato pubblico-privato. La 
collaborazione tra un’agenzia pubblica e un’azienda che viene dal mondo governativo è nel naturale percorso di crescita sia del nostro gruppo 
che dell’Agenzia stessa. Inoltre, l’Agenzia rappresenta una formidabile opportunità per poter crescere perché tenderà a prediligere le tecnologie nazionali rispetto a quelle estere, a parità di merito tecnico.”